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Su Carta delle donne comuniste, 9 gennaio 1989

Nell’esprimere un giudizio su come il Pci ha deciso di modificare il proprio regolamento congressuale  ed in esso di mettere in atto meccanismi di garanzia per la rappresentanza femminile,  voglio tener fermo un punto ovvio ma che a me pare essenziale : si tratta di una questione che interessa e riguarda i comunisti e le comuniste. Non intendo con ciò svalutarla, naturalmente, ma determinare il campo all’interno del quale tale decisione  “fa questione” e genera dissensi e conflitti.

Non si tratta  cioè né delle regole proprie di un gruppo politico di donne, né di donne che agiscono e si rapportano fra loro in un sociale generico. Chi si iscrive al Pci intende agire in una istituzione in cui il progetto non è già dato, o è implicito, ma è anzi l’oggetto stesso della partecipazione: nel caso di quelle donne comuniste che hanno prioritario il senso dell’appartenenza politica al proprio sesso, ciò costituisce motivo di contraddizione permanente. Da questo punto di vista, la più ricca affermazione della Carta itinerante mi sembra quella iniziale, apparentemente la più banale: siamo donne comuniste.

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L’eccezione e la regola

gennaio 4, 2014

mary bogdan

La scena si svolge nel deserto. Un mercante procede a tappe forzate perché se arriverà per primo a Urga, battendo i concorrenti, si assicurerà un lucroso affare. Ha con sé un unico portatore e lo maltratta e minaccia continuamente: sia per la fretta, sia perché si tratta di un poveraccio non difeso dal sindacato, sia perché la sua stessa crudeltà lo rende sempre più diffidente verso la tranquilla rassegnazione con la quale il portatore medesimo accetta tutte le angherie. Sono sfiniti, hanno smarrito la strada, il portatore si avvicina al mercante offrendogli da bere con una  borraccia, il mercante crede che si tratti di una grossa pietra, estrae la pistola e ammazza il portatore. In tribunale, il giudice emette la sentenza. «La corte considera come provato il fatto che il portatore non si è avvicinato al suo padrone con una pietra, ma con una borraccia…Il mercante e il portatore appartenevano a classi diverse, e il mercante doveva aspettarsi da lui il peggio. Non poteva credere a un atto di amicizia da parte del portatore che egli (come ha confessato) aveva sottoposto a maltrattamenti. La ragione lo avvertiva che stava correndo un grave pericolo. La completa solitudine in cui si trovava lo riempiva di logica preoccupazione… l’accusato quindi ha agito in stato di legittima difesa, e poco importa che fosse realmente minacciato o che semplicemente supponesse di esserlo: date le circostanze, doveva sentirsi in pericolo. L’accusato è pertanto assolto». La storia è di Bertolt Brecht, è una rappresentazione didattica e si intitola

L’eccezione e la regola. A me è sempre sembrata una parabola bellissima, oltre che sui rapporti tra le classi,  sui  rapporti fra i sessi. Gli uomini sanno di essere generalmente così odiosi nei loro rapporti con le donne da convincersi di essere odiati. Non possono credere in una volontà di amicizia tra pari, non possono aspettarsi  l’eccezione ma solo la regola.

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